>> Gli anziani e l' alcolismo

Uomini e anziani sono la maggioranza di questa categoria di tossicodipendenti: in genere cominciano a bere a casa di un amico, in compagnia di colleghi o familiari, nella convinzione di ritrovare maggiore creatività o la soluzione ad una situazione complicata. Oppure da soli, per rilassarsi o per stare meglio con gli altri, vincendo la timidezza o l’ansia relazionale.

Tra quelli che decidono di smettere, la maggior parte lo fa per la famiglia, ma c'è anche una notevole percentuale che deve smettere a causa di problemi di salute. Buona parte di questi soggetti, infatti, risente maggiormente dei danni direttamente prodotti dall’alcool o riconducibili al suo uso continuativo, poiché rispetto alle altre classi d'età, il fisico debilitato dall’alcolismo li rende più soggetti a cardiopatie, a gravi problemi circolatori, a danni all'apparato respiratorio, a danni all’apparato digerente e a stati di potenziale malnutrizione.
Questo aspetto, unitamente alla sempre più diffusa tendenza all’emarginazione ed isolamento di questa fascia di persone (fattore, questo, che può essere considerato sia causa che effetto del fenomeno) rende l'alcolismo particolarmente pericoloso per la popolazione anziana.


L’alcolismo distrugge la nostra memoria !

Gli anziani sono una nostra risorsa, la nostra memoria storica, la fonte della nostra esperienza. Non sono persone da emarginare o relegare in un ospizio o da compatire se bevono, o da abbandonare quando “non servono più” in un ospedale, come un cane al canile d’estate o, peggio, ai bordi di un’autostrada.
Aiutiamoli a riemergere da una loro condizione di emarginazione, disagio o sofferenza, facendo loro riscoprire di essere ancora persone valide e utili, un vero patrimonio per i propri cari e per la società.

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